È la mancanza di una qualsiasi forma di perfezione che ci rende così freddi ed incompleti.
Ogni cosa è infetta da una maledizione che rovina tutto.
Le cose migliori che abbiamo non sono mai perfettamente come le avremmo volute. Tutto è pieno di ma e di se che limitano la bellezza. Viviamo una vita in cui l'unica cosa che facciamo ogni giorno è accontentarci.
Ci accontentiamo del nostro lavoro e del luogo in cui viviamo.
Ci accontentiamo della nostra ragazza.
Ci accontentiamo dei genitori e degli amici.
Ci accontentiamo di come accadono cose che sarebbero potute essere perfette.
Ci accontentiamo della temperatura del latte al mattino e del pane non freschissimo.
Ci accontentiamo di rapporti fatti solo di chiacchiere sul tempo e sulla scuola.
Ci accontentiamo di non essere nemmeno lontanamente le persone che vorremmo essere.
Ci accontentiamo di non contare nulla, per nessuno.
Ci accontentiamo di non essere imperatori del Sacro Romano Impero.
Ci accontentiamo della nostra cultura.
Ci accontentiamo di essere felici per qualche secondo ogni dieci anni.
Ci accontentiamo di essere passati di qua, anche se nessuno se n'è accorto.
Ci accontentiamo dei quattro libri in croce che abbiamo letto.
Ci accontentiamo delle dieci parole che usiamo per parlare.
Ci accontentiamo di una persona alla volta.
Ci accontentiamo delle cicche che perdono il sapore dopo quattro morsi.
Ci accontentiamo di non essere veramente bravi in niente.
Ci accontentiamo delle sigarette e del caffè pur di avere una dipendenza.
Ci accontentiamo di scopate da venti secondi seguite da tre quarti d'ora di abbracci.
Ci accontentiamo di scrivere su un cazzo di blog quello che vorremmo dire a tutti quanti.
Eppure continuiamo ad usare quella parola. Perfetto.
mercoledì 3 marzo 2010
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